L'iperico: la teoria dei segni
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IPERICO (la teoria dei segni) (Hypericum perforatum)

Spesso si ritiene che la medicina naturale sia qualcosa di blando, di facile gestibilità e magari senza effetti collaterali, dimenticando che il principale farmaco per le patologie cardiovascolari è la digitale o che su dieci farmaci che acquistiamo in farmacia tre sono di derivazione vegetale. Forse con l'iperico le cose cambieranno: se ne è occupato infatti il British Medical Journal descrivendone le proprietà antidepressive. Ma chi si occupa di piante medicinali queste cose le sa da tempo. È noto infatti che i cavalieri delle Crociate ricevevano grosse dosi di questa pianta per il suo potere energizzante e "antimalinconia". Allora non si conoscevano i suoi principi attivi, visto che la chimica era praticamente sconosciuta: era la teoria dei "segni" a prevalere. Cosa vuol dire? Se si analizza la foglia dell'iperico si noterà che i canalini linfatici non sono continui ma spezzati, "fratturati", e questo era sufficiente ai medici del tempo per prescrivere questa pianta ai soldati feriti in battaglia. Come, per esempio, si prescriveva la salvastrella in casi di emorragia solo perché il colore del suo fiore ricorda quello del sangue. Bene dunque l'iperico (o erba di San Giovanni) nelle forme depressive; attenzione però: prima di usarlo bisogna fare una accurata diagnosi della forma depressiva. Questa pianta infatti funziona solo nelle forme depressive medio-blande e senza componente ansiosa. Cosa vuol dire? Vuol dire che se il depresso ha crisi di ansia, di angoscia e soprattutto la notte non dorme, l'iperico da solo non può essere usato: bisogna associare altre erbe quali l'angelica o l'agnocasto, che forniranno calma ed equilibrio compensando la forte eccitazione data dall'iperico. Se invece siamo davanti a una forma depressiva ove prevalgano la malinconia, la tristezza, l'astenia, la mancanza di energia allora l'iperico è indicatissimo.

Proprietà: non ha solo proprietà antidepressive; ha anche azione antisettica, astringente, cicatrizzante.

Come si usa: infuso di foglie per le forme depressive, macerato di foglie in olio per ustioni e ferite.

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