FRASSINO (Fraxinus ornus)
La manna piovuta dal cielo per salvare gli Ebrei
nel deserto non è solo un passo della Bibbia ma un fatto
realmente accaduto. Sono molte le piante che "fanno" manna,
un lattice zuccherino usato spesso dai popoli desertici per scopi
alimentari: una è la Tamerice mannifera chiamata Tarfà
dai beduini arabi; un'altra è la Lecanora, un lichene che
dà talli eduli molto conosciuti nella penisola sinaitica.
Un'altra pianta è l'orniello o frassino, coltivato un po'
in tutta Italia. In Toscana ne sono ricche le campagne senese e
pistoiese. Ma è soprattutto la Sicilia a fornire la manna;
qui decine di ettari di terreno arso e soleggiato ospitano questi
alberi secolari da cui i contadini ricavano un miracolo della natura:
tutte le estati i rami più bassi di questi alberi vengono
incisi con sapienza da persone esperte, e a livello del taglio viene
legato un filo di cotone che dal ramo arriva al suolo. Nei giorni
successivi si assiste a uno spettacolo fra i più belli: migliaia
di stalattiti di bianca manna partono dai rami incisi per arrivare
al suolo seguendo il filo di cotone; se pensate che questi alberi
sono migliaia potete capire la meraviglia di questo spettacolo della
natura. La manna viene poi raccolta e tagliata in cannoli lunghi
cinque centimetri e venduta in tutto il mondo. Ma perché
la manna è ancora usata e per quali scopi? La manna contiene
mannite (mannitolo), uno zucchero naturale dolcemente lassativo.
Tornando alla Bibbia, non si sa con certezza quale manna abbia sfamato
gli Ebrei: alcune teorie sostengono che la pianta miracolosa fu
la Lecanora che una tempesta portò in massa a piovere sugli
Ebrei in fuga salvandoli da sicura morte.
Proprietà: il mannitolo conferisce
alla manna proprietà blandamente lassative; non solo, è
anche un blando emolliente ed espettorante da usare in tutti i casi
di bronchite.
Come si usa: sciogliere uno o due
cucchiaini di mannite in poca acqua e miele o latte caldo; bere
alla sera prima di andare a letto.
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