CANFORA (Cinnamomum camphora)
L'albero della Canfora è maestoso; raggiunge
i cinquanta metri di altezza e può vivere fino a duemila
anni. Stropicciando le sue foglie si sente un odore acre e pungente,
quello appunto della canfora (da non confondere con la naftalina,
prodotto puramente chimico). Le essenze volatili di queste foglie
sono potenti decongestionanti delle vie respiratorie e forti stimolatori
del muscolo cardiaco. Insieme all'eucalipto quest'albero è
stato usato per bonificare terreni infetti dalla malaria. Le sostanze
volatili che le sue foglie emanano sono infatti dei forti repellenti
per molti insetti. Con il mio collega di Linea Verde, Eppe Argentino
Mileto, quest'estate ne abbiamo avuto una prova davvero speciale.
Eravamo a registrare le puntate del programma nell'Orto Botanico
di Pisa; le piogge dei giorni precedenti avevano creato un clima
irrespirabile denso di umidità, con milioni di zanzare che
hanno assalito noi e gli operatori. Dopo decine di punture siamo
approdati sotto un maestoso albero della canfora e qui per incanto
non c'era nemmeno una zanzara.
Proprietà: dal legno si ottengono
i cristalli di canfora solubili in alcool o olio, con cui si ricavano
ottimi linimenti e pomate dal profumo antico e di eccezionale valore
terapeutico. La canfora è un analettico cardiaco e respiratorio,
un antisettico bronchiale e polmonare. Sciogliendo i cristalli di
canfora in olio di oliva si ottiene l'olio canforato. Insieme allo
zafferano si crea la famosa "Acqua di dalibour" (utile
per frizioni contro i dolori). Mescolando canfora e mentolo si ottiene
un'ottima pomata balsamica.
Come si usa: cataplasma di macerato
caldo di foglie fresche sul petto; olio canforato caldo frizionato
sul collo e sul petto; pomata di canfora e mentolo mescolata a farina
di semi di lino da applicare come impacco caldo sul torace.
-->
indietro --<
|