BIANCOSPINO (Crataegus monogyna)
Una delle patologie più innocenti e diffuse
soprattutto nelle persone ansiose è l'extrasistolia sopraventricolare.
In parole povere, il circuito elettrico di conduzione del cuore
per motivi di eccitazione e di ansia fa partire prima l'ordine per
la contrazione cardiaca; ma, essendo un ordine prematuro, si ha
una contrazione fittizia che però dà al paziente la
sgradevole sensazione di un "colpo al cuore" comunemente
descritto come "palpitazione".
Non è una patologia vera, ma il brutto di questo disturbo
è che genera ansia in persone già ansiose, per cui
le "palpitazioni" aumentano generando un circuito vizioso.
Se il medico non riesce a tranquillizzare il paziente sull'innocenza
di questa patologia deve prescrivere dei farmaci antiaritmici che
spesso andranno usati per mesi. Bene, in questo antipatico disturbo
il biancospino fa dei piccoli miracoli; un infuso di biancospino
rallenta la conduzione elettrica cardiaca facendo quasi sempre scomparire
le extrasistoli. Ma siccome madre natura non dà mai alle
piante un solo merito e un solo compito, si vedrà, grazie
al potere ansiolitico del biancospino, diminuire anche l'ansia nel
paziente sottoposto a questa bellissima cura naturale.
Le bacche del biancospino hanno un gusto "farinoso"; ne
erano ghiotti i Romani che le mangiavano insieme a datteri e nocciole
durante gli spettacoli del Colosseo (sono stati trovati noccioli
nei tombini fognari dell'anfiteatro).
Proprietà: la presenza nelle
bacche e nelle foglie di steroli e procianidine conferisce a questa
pianta attività ipotensive, sedative, antiaritmiche.
Come si usa: decotto di foglie, in
tintura madre.
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