AGNOCASTO (Vitex agnus cactus)
Nel Medioevo il vassallo o il valvassore lasciava
tutti i suoi averi al primogenito, anche se aveva diversi figli
maschi. Era un modo per non frazionare beni e potere. I secondogeniti,
per evitare che avessero troppe tentazioni, venivano mandati in
eleganti Certose per divenire, appunto, certosini. Questi avevano
a disposizione un orticello privato dove coltivavano ortaggi e fiori
con una regola ben definita: ogni giardino doveva avere una pianta
di agnocasto e non vi si doveva mai coltivare la rucola. Il motivo
era semplice: secondo la medicina di allora l'agnocasto (dal latino,
agnello casto) era un forte sedativo contro le tentazioni del mondo
esterno, la rucola un potente afrodisiaco. La moderna fitochimica
ha confermato questa teoria delle antiche scuole di erboristeria:
l'agnocasto contiene ormoni vegetali che contrastano la formazione
di testosterone (l'ormone della virilità).
Proprietà: non solo anafrodisiache.
L'agnocasto è un forte sedativo del sistema nervoso centrale,
di aiuto quindi in tutte le forme di ansia e di stress. Molto utile
nelle tensioni premestruali.
Come si usa: decotto di foglie; in
tintura madre.
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