ABETE BIANCO (Abies alba)
Questa meravigliosa conifera, tipica delle nostre
Alpi e di alcune zone dell'Appennino, è presente sulla terra
da cinquanta milioni di anni (solo il ginkgo è più
"anziano"). Può arrivare a circa ottocento anni
di età, ma, a causa del suo legname pregiato, intere foreste
nei secoli passati sono state rase al suolo. Si deve solo all'opera
di rimboschimento di volenterosi monaci la presenza delle "abetine",
preziosi boschi misti di abete bianco e rosso e di faggi. È
proprio in sterminate distese di abeti e faggi che visse cinquemila
anni fa Oetzi. Dallo studio del suo corpo, ritrovato a Similaun
e arrivato a noi quasi intatto perché ben conservato dai
ghiacci, i medici che lo hanno analizzato hanno potuto ricavare
una parte della sua vita e delle sue abitudini. Dallo studio della
colonna vertebrale, piena di artrosi, si è arrivati a conoscere
la sua faticosa vita di cacciatore. Da alcune macchie sulla pelle
si è dedotto che Oetzi si curava con cataplasmi di foglie
di abete. Primo e antico esempio di fitoterapia; per migliaia di
anni l'uomo infatti si è potuto curare solo con metodiche
naturali, erbe e minerali che madre natura gli offriva; tutto questo
fino a pochi decenni fa quando la farmacologia moderna è
esplosa in tutta la sua potenza. Ma piante e frutti sono stati sempre
la prima fonte per fabbricare farmaci: dalla muffa delle arance
Fleming estrasse la penicillina, da pustole di vacca infette Edoardo
Jenner ottenne il primo vaccino (l'etimo deriva appunto da vacca).
E, anche oggi, su dieci farmaci che acquistiamo, quattro sono derivati
dal mondo vegetale.
Ma torniamo all'abete: dall'incisione della sua corteccia viene
fuori un'ottima resina balsamica ricca di pregiata trementina. Dalle
sue gemme si ottengono macerati utili contro le affezioni bronchiali.
Proprietà: balsamiche ed espettoranti,
utili in tutte le patologie dell'apparato respiratorio.
Come si usa: suffumigi con pezzetti
di corteccia e con gemme giovani. In una bacinella di acqua bollente
mettere una manciata di pezzetti di corteccia resinosa e piccole
gemme giovani triturate; asciugamano sulla testa e respirare profondamente.
Si possono unire anche foglie di eucalipto, menta, timo e fiori
di lavanda. Le sostanze volatili aromatiche che si libereranno,
decongestioneranno naso e bronchi.
Utili anche i gemmoderivati: dalle 10 alle 20 gocce in poca acqua
prima di colazione e cena.
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