Il dott. Ciro Vestita si occupa fin dalla laurea di fitoterapia applicata all'obesità...-> <-...svolgendo la professione di dietologo e fitoterapeuta in Pisa e Firenze
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ARTICOLI
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- L'obesità
- Il colesterolo
- Alimentazione e tumori
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Cellulite
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Paleobotanica
- Il ferro in natura
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CURIOSITA'
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Piante utili all’apparato cardiovascolare

Dalla Digitalis purpurea nel XIX secolo dei chimici estrassero la digossina, principio attivo ancora usatissimo per vari farmaci in cardiologia. E, a distanza di centinaia di anni, la digossina rimane il farmaco principe per il cuore. Le patologie a carico del cuore sono tantissime, ma qui ne parleremo pochissimo, semplicemente perché per gran parte di esse non ci può essere una terapia domiciliare con erbe; è infatti assurdo curare con piante mediche un’angina pectoris e tanto meno un infarto. Parleremo solo di piante utili per un fastidioso ma innocente disturbo del ritmo, la extrasistolia sopraventricolare, e di erbe utili per l’ipertensione arteriosa. BIANCOSPINO Crataegus monogyna Una delle patologie più innocenti e diffuse soprattutto nelle persone ansiose è l’extrasistolia sopraventricolare. In parole povere, il circuito elettrico di conduzione del cuore per motivi di eccitazione e di ansia fa partire prima l’ordine per la contrazione cardiaca; ma, essendo un ordine prematuro, si ha una contrazione fittizia che però dà al paziente la sgradevole sensazione di un “colpo al cuore” comunemente descritto come “palpitazione”. Non è una patologia vera, ma il brutto di questo disturbo è che genera ansia in persone già ansiose, per cui le “palpitazioni” aumentano generando un circuito vizioso. Se il medico non riesce a tranquillizzare il paziente sull’innocenza di questa patologia deve prescrivere dei farmaci antiaritmici che spesso andranno usati per mesi. Bene, in questo antipatico disturbo il biancospino fa dei piccoli miracoli; un infuso di biancospino rallenta la conduzione elettrica cardiaca facendo quasi sempre scomparire le extrasistoli. Ma siccome madre natura non dà mai alle piante un solo merito e un solo compito, si vedrà, grazie al potere ansiolitico del biancospino, diminuire anche l’ansia nel paziente sottoposto a questa bellissima cura naturale. Le bacche del biancospino hanno un gusto “farinoso”; ne erano ghiotti i Romani che le mangiavano insieme a datteri e nocciole durante gli spettacoli del Colosseo (sono stati trovati noccioli nei tombini fognari dell’anfiteatro). Proprietà: la presenza nelle bacche e nelle foglie di steroli e procianidine conferisce a questa pianta attività ipotensive, sedative, antiaritmiche. Come si usa: decotto di foglie, in tintura madre. CARDO MARIANO Sylibum marianum È un bel cardo dalle foglie di un verde intenso picchiettate di bianco; la leggenda vuole che le macchie bianche siano le lacrime della Madonna in fuga da Betlemme (da cui il nome mariano). Proprietà: la tiramina presente in foglie e semi aumenta notevolmente la pressione arteriosa. Dalla silimarina presente nelle foglie e nei semi vengono derivati diversi farmaci epatoprotettori. Come si usa: decotto di foglie e semi; in tintura madre. LIQUiRIZIA Glycyrrhiza glabra È una delle poche piante utili per aumentare la pressione arteriosa nei soggetti che soffrono di ipotensione. La cito in questo capitolo perché purtroppo è anche responsabile (e non per sua colpa) di crisi ipertensive quando viene usata male. La ritroviamo spesso in alcuni pastigliaggi (da me non amati) a base di erbe lassative quali senna, frangola, rabarbaro, ove la liquirizia trova posto come edulcorante; queste pasticche o polveri in bustina vendute come lassative sono da prendere con cautela, primo perché l’abuso di lassativi irritanti quali la senna (cassia), la frangola e il rabarbaro possono dare melanosi intestinale, secondo perché l’uso continuo di liquirizia aumenta notevolmente la pressione arteriosa portandola a picchi patologici. Notevole invece il suo uso nella gastrite. Proprietà: emollienti, ipertensive; il suo principio attivo, la glicirrizina, è ottima contro ulcere duodenali e gastriti. Come si usa: decotto di radice. OLIVO Olea europaea Da sempre usato nella medicina naturale per curare l’ipertensione, il diabete, le lievi forme di angor. I contadini ne facevano largo uso soprattutto per combattere gli stati febbrili, in decotto con foglie di ontano. Queste proprietà terapeutiche sono dovute alla presenza di triterpeni e flavonoidi. Proprietà: le foglie di olivo abbassano la glicemia, sono fortemente ipotensive e hanno spiccate proprietà febbrifughe. Decotti di foglie possono essere usati per medicare ferite o come collutorio in caso di faringite. Come si usa: decotto di foglie; in tintura madre; in macerato fresco per patologie artrosiche Le patologie EXTRASISTOLIA SOPRAVENTRICOLARE Come si cura Infuso di foglie di biancospino, di tiglio, di fiori di arancio amaro: in 250 grammi di acqua bollente tenere in infusione per cinque minuti 5 grammi di foglie di biancospino, 5 grammi di foglie di tiglio, 5 grammi di fiori di arancio; berne due tazze al giorno a digiuno. Tintura madre di biancospino, agnocasto, melissa: delle tre piante 20 gocce in poca acqua prima di colazione, pranzo e cena. IPERTENSIONE Come si cura Decotto di foglie di olivo, di vischio, di alburno di tiglio: in due litri di acqua bollente far bollire per venti minuti 20 grammi di foglie di olivo, 10 grammi di foglie di vischio e 30 grammi di alburno di tiglio. Lasciare riposare per un’ora, filtrare e bere nella giornata. Tintura madre di olivo: 30 gocce in poca acqua prima di colazione e pranzo. IPOTENSIONE Esistono tre piante che aumentano la pressione arteriosa negli ipotesi: la salvia, la liquirizia, l’aglio. Sì, proprio l’aglio che, essendo un ortaggio intelligente, si adatta alla patologia in atto: abbassa la pressione agli ipertesi e la innalza agli ipotesi. Trovate un farmaco che faccia altrettanto. Come si cura Decotto di salvia e liquirizia: in 250 grammi di acqua bollire per cinque minuti 10 grammi di foglie di salvia e 10 grammi di radici di liquirizia. Intiepidire e bere al mattino appena svegli prima di colazione. Aglio in ostia: uno spicchio di aglio avvolto in ostia da deglutire al mattino appena svegli; la deglutizione senza masticazione eviterà l’alitosi da aglio. Piante utili al sistema endocrino Il sistema endocrino è un vasto cosmo costituito da ghiandole a secrezione interna: ne fanno parte la tiroide, i surreni, le ovaie, l’ipofisi, il pancreas. Personalmente ho sempre ritenuto inutili le terapie con erbe su patologie tiroidee o surrenali e per questo non ho mai voluto curare pazienti con questo tipo di affezioni. L’unico campo in cui a mio personalissimo avviso le piante medicinali comuni possono fare qualcosa sono i disturbi della menopausa e la regolarizzazione delle mestruazioni. Ma prima di affrontarlo vediamo la pianta in assoluto più ricca di estrogeni vegetali. CIMICIFUGA RACEMOSA Actacea racemosa La cimicifuga è così chiamata perché gli indiani dell’America settentrionale la usavano per combattere questo genere di parassiti. La moderna fitoterapia le dà un posto d’onore nelle terapie dei disturbi della menopausa. Proprietà: ha una forte azione estrogenica, ben inserendosi in tutti quei disturbi, quali appunto la menopausa, ove ci sia un calo di questi ormoni. Come si usa: vista la delicatezza del dosaggio si consiglia l’uso in tintura madre. LUPPOLO Humulus lupulus Il luppolo è una umile piantina presente in tutta Europa e coltivata da secoli per la produzione della birra. Proprietà: recenti studi hanno evidenziato nel luppolo una sostanza chiamata humulone dotata di forte potere antibiotico. Il luppolo è ricco in estrogeni vegetali. Come si usa: infuso di foglie; in tintura madre. ORZO Hordeum distichum Se qualche volta avete partecipato a quelle feste della birra ove si incontrano forti bevitori, forse avrete notato come spesso questa gente oltre a essere rubiconda, abbia poca peluria sul viso e altri tratti corporei lievemente femminei. Nessuno aveva mai capito da cosa dipendesse, fino a quando alcuni ricercatori hanno evidenziato nell’orzo la presenza di fitormoni ad attività estrogena. Questi estrogeni vegetali sono molto più deboli degli ormoni di sintesi, ma esercitano un’ottima profilassi per il tumore al seno e aiutano molto le donne in menopausa a combattere caldane e altri disturbi tipici di questo delicato periodo. L’orzo è un alimento fantastico, ricco in vitamine e sali minerali; facilissimo da digerire e altamente energetico, tanto che anni addietro era utilizzato in tutti i sanatori. Famosa in questi istituti la “tisana di Tissot” fatta di orzo, succo di limone e ribes. Ma i meriti dell’orzo sono tanti e molti sono frutto di recenti scoperte: pochi anni fa biologi della USDA (ministero americano dell’Agricoltura) hanno isolato una molecola chiamata tocotrienolo capace di inibire la produzione di colesterolo cattivo (LDL) da parte del fegato. L’orzo è un alimento utile a tutti, soprattutto ai bambini che devono crescere, agli atleti, agli anziani. Proprietà: i chicchi d’orzo contengono estrogeni vegetali; nelle giovani radici si trovano piccole quantità di ordenina, un alcaloide con blande attività simpaticomimetiche. Come si usa: in campo alimentare come soia e fagioli. Tisana di Tissot: in un litro di acqua bollente far macerare per una notte 40 grammi di orzo, 40 grammi di frutti di ribes; al mattino flitrare il tutto e aggiungervi il succo di un limone. Bere durante la giornata. SOIA Soja Hispida Maxim La soia è una leguminosa ricca in principi attivi, gli isoflavoni, veri e propri ormoni vegetali utili sia per la profilassi dei tumori al seno che per i disturbi della menopausa. Notevole è inoltre il potere di questo umile fagiolo contro la ipercolesterolemia. Eppure conosco pochissima gente che usa questi legumi per preparare minestre o zuppe come in genere si fa con altri legumi. La soia infatti è più conosciuta per i suoi derivati che per se stessa. Grande è il consumo dell’olio di soia, del latte di soia per bambini allergici, dei biscotti di soia, dei grassi di soia (lecitine) per il colesterolo, dei gelati di soia, fino a prodotti di nicchia quali il formaggio o le bistecche di soia. Bene, pensate che le proprietà mediche della soia sono invece tutte lì, nel fagiolo di soia (che costa mille lire il chilo) e, secondo la mia esperienza, per combattere colesterolo e tumori è più utile mangiare questi legumi così come ce li offre madre natura che elaborati come olio o lecitine o quant’altro. Non fosse altro che per un semplice motivo: per estrarre ad esempio l’olio dalla soia non è sufficiente schiacciare meccanicamente (come si fa con le olive) i grani per avere l’olio, ma, una volta triturata, la soia dovrà essere trattata con solventi chimici quali benzina e trielina. Personalmente l’insalata preferisco condirla con olio di oliva piuttosto che con un olio che, per nascere, ha avuto bisogno della trielina. Stessa cosa per il latte di soia per bambini allergici; attenzione: se la soia usata per fare questo latte è transgenica, si passa dalla padella alla brace perché la soia transgenica può essere innestata con la noce brasiliana molto più allergizzante che il latte vaccino. Ma come spesso ho detto, secondo me in Italia l’educazione alimentare la fa la pubblicità televisiva e non la scuola. Gli spot televisivi da anni ci assediano con costosi prodotti a base di soia lanciandoci il messaggio di una “leggerezza” di questi prodotti e facendoci intendere che un olio o un gelato di soia abbiano meno calorie dell’olio di oliva o del gelato vero. Il gelato di soia poi negli ambulatori di dietologia è un vero tormentone: si sa infatti che chi è a dieta deve per un certo periodo eliminare dolci, gelati e pasticcini; bene, spesso sento i miei pazienti che mi confidano di avere deviato dalla dieta con un gelato di soia credendo ingenuamente che esso abbia poche calorie. Non è affatto così: il gelato di soia ha le stesse identiche calorie del gelato comune e, se permettete, se proprio devo fare uno sgarro alimentare mi mangio un bel gelato alla cioccolata invece di un gelato che deriva dai fagioli. Altra disinformazione è quella sul pane di soia che nella cultura alimentare comune è senz’altro più “leggero e delicato” del pane normale. Il pane di soia fatto con sola soia è “duro” come il legno; nel pane di soia c’è molta farina di grano per poter avere la lievitazione e solo un po’ di soia, giusto per poter alzare il prezzo. Se volete dunque curarvi con la soia, sia per avere una profilassi tumorale (l’Istituto Tumori di Milano con il suo Progetto Diana consiglia moltissimo la soia nelle pazienti con rischi di tumore al seno) sia per abbassare il colesterolo, comprate i fagioli di soia e non i suoi costosissimi derivati: con poche lire avrete a tavola un’arma micidiale contro moltissime patologie. Proprietà: questa leguminosa è ricca di estrogeni vegetali (isoflavoni); le sue proteine hanno un grande potere nell’abbassare la colesterolemia. È inoltre un eccezionale alimento dal punto di vista nutrizionale: è infatti ricchissima in proteine (un chilo di soia ne contiene quanto due chili di bistecche). Come si usa: la soia andrebbe utilizzata come alimento in alte quantità insieme ad altri legumi: è un’ottima terapia per i disturbi della menopausa; buone anche le compresse di derivati di soia contenenti isoflavoni. Le patologie MENOPAUSA La menopausa è quel delicato momento nella vita della donna in cui il calo della produzione di estrogeni da parte delle ovaie induce l’organismo a una serie di profondi cambiamenti e disturbi: vampate, sudorazione fredda, variazioni repentine di umore, osteoporosi. Come si cura Alimentazione: abbondare in cibi ricchi di calcio (latte, formaggi, yogurt, verdure, frutta) e di estrogeni vegetali (segale, soia, orzo, fagioli, fave). Decotto di luppolo, passiflora, camomilla: in un litro di acqua far bollire per 3 minuti 10 grammi di conuli di luppolo, 20 grammi di frutti secchi di passiflora, 10 grammi di fiori di camomilla: bere nella giornata. Infuso di salvastrella e salvia: in un litro di acqua versare 10 grammi di foglie di salvastrella e 20 grammi di foglie di salvia: lasciare in infuso per 10 minuti, bere nella giornata. Capsule di isoflavoni di soia: da una a due al dì, a seconda della sintomatologia. Capsule di cimicifuga: due o più al dì a seconda della sintomatologia. MESTRUAZIONI (Emorragia uterina fisiologica della donna) Mestruazioni dolorose Decotto di alloro, luppolo, ginepro, orzo: in due litri di acqua bollente versare 10 grammi di vecchie foglie di alloro, 10 grammi di foglie di luppolo, 15 grammi di bacche di ginepro, 20 grammi di chicchi di orzo. Bollire per venti minuti, bere nella giornata. Mestruazioni abbondanti Infuso di coda cavallina e vite rossa: in un litro di acqua tenere in infusione per 15 minuti 10 grammi di aghi di equiseto e 15 grammi di foglie di vite rossa. Bere nella giornata. Mestruazioni scarse Decotto di nasturzio, argentina e cumino: in un litro di acqua bollire per cinque minuti 20 grammi di foglie di argentina, 15 di semi di cumino, 10 di foglie di nasturzio; bere nella giornata.

PIANTE E MALATTIE

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